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La nostra storia

Un viaggio esistenziale nato in una notte di vento

Era una notte buia e tempestosa…

Non è l’incipit di un romanzo ma l’inizio della storia che vi vogliamo raccontare.

Era davvero una notte buia e tempestosa, o perlomeno molto ventosa. A bordo di un Beneteau Océanis a noleggio, eravamo svegli perché temevamo che la barca iniziasse ad “arare”, con il rischio di andare a sbattere contro qualche altro malcapitato diportista.

Era l’estate del 2017 e non sapevamo ancora che quella notte di vento, mare, stelle luminose e chiacchiere avrebbe cambiato tutto. Ma andiamo con ordine.

Chi di noi non ha assaporato la libertà dell’estate e non ha fantasticato, almeno una volta, di cambiare vita? Anche noi, da bravi milanesi (acquisiti), ci siamo messi a navigare online e guardare se ci fossero dei bandi aperti per ottenere in concessione qualche bene abbandonato e trasformare radicalmente la nostra esistenza, fatta di impegni lavorativi, vita frenetica, tante soddisfazioni ma anche tanto stress.

C’era sì un bando aperto per la gestione di splendidi fari, ma le condizioni economiche per noi erano proibitive. “Cercheremo ancora”, fu questa la promessa che ci facemmo in quella notte. Perché l’esigenza di rivoluzionare completamente il perno intorno al quale ruotavano le nostre giornate per 350 giorni all’anno l’avevamo già sentita tante volte e si stava facendo sempre più pressante.

Così, quando rientrammo a Milano tenemmo fede a quella promessa e continuammo a cercare, fino a imbatterci nel Bando “Cammini e Percorsi” dell’Agenzia del Demanio.

Iniziammo a navigare fra i beni disponibili e di fronte al Lotto 25 iniziò a batterci il cuore.

Rimboccarsi le maniche per dare le ali ai sogni

Sulla carta, era amore a prima vista: un luogo splendido, immerso nella natura e per giunta vicinissimo a una località turistica già conosciuta e apprezzata come Alghero. Nei mesi successivi organizzammo un sopralluogo e la visione dal vivo dell’ex batteria SR 413 moltiplicò il nostro entusiasmo. Ormai era deciso: ci saremmo organizzati per partecipare al Bando dell’Agenzia del Demanio.

Insieme ad alcuni amici che hanno condiviso da subito lo spirito del nostro progetto, a fine 2017 abbiamo costituito la Società Cooperativa Il Quinto Elemento.

Perché una Cooperativa?

Il Bando era rivolto ad imprese, cooperative e associazioni composte in prevalenza da under 40. La nostra scelta è ricaduta su una Cooperativa perché il nostro intento non era solamente cambiare la nostra vita, ma dare un contributo sociale alla collettività. Abbiamo immaginato una struttura ricettiva che, nell’ottica della destagionalizzazione e dell’inclusione, fosse aperta quasi tutto l’anno e potesse offrire soggiorni a prezzo calmierato ad associazioni ed enti con il quale abbiamo stretto partnership preventive. 

Che significato ha il nome della Cooperativa Il Quinto Elemento?

Tutti sappiamo che gli elementi naturali, intesi come stati di aggregazione della materia, sono quattro: fuoco, stato ardente; aria, stato gassoso; acqua, stato liquido; terra, stato solido. Ognuno di noi si rapporta con il mondo circostante, ognuno di noi è immerso negli elementi. Ma al tempo stesso anche noi, come persone, possiamo fare la differenza. Il Quinto Elemento è rappresentato dalle persone e dal loro agire nel mondo che le circonda.

Era il momento di rimboccarsi le maniche: dopo aver fondato la Cooperativa, bisognava andare a fondo nello studio del bando e presentare una proposta coerente. Ci abbiamo messo la testa per mesi, anche se il Bando ci ha agevolato: infatti la promozione del turismo lento, il focus sulla sostenibilità ambientale e sul recupero di beni collettivi rientravano appieno nel tipo di progettualità che volevamo sviluppare. Abbiamo poi lavorato molto sulle reti, stringendo partenariati solidi con Enti e Associazioni per dar vita a un network di sostegno alla nostra iniziativa.

Quando finalmente arrivò la convocazione per l’apertura delle buste e l’attribuzione della concessione, ci dicemmo che avevamo fatto del nostro meglio e che, qualunque fosse stato il verdetto, non avevamo rimpianti.

Dalla vittoria all’approvazione del progetto

Sì, abbiamo vinto: sommersi dalla gioia e dall’incredulità, per un attimo abbiamo pensato che il più fosse fatto…ma naturalmente ci sbagliavamo.

Infatti, fino alla fine del 2020 siamo stati impegnati in un complesso iter autorizzativo che ci ha fatto rimodellare il progetto sulla base delle prescrizioni degli Enti coinvolti.  Il percorso è stato lungo e più complesso di quanto ci aspettassimo, ma alla fine grazie al contributo di alcuni interlocutori – in primis la Soprintendenza e il Parco Naturale Regionale di Porto Conte – la nostra visione sul riuso della ex batteria SR413 si è integrata più profondamente nel contesto storico e naturalistico.

Nel frattempo, eravamo impegnati su un altro fronte: recuperare le risorse economiche per riuscire a eseguire i lavori di restauro. Grazie a un crowdfunding presso il nostro giro di contatti e con il supporto fondamentale di Banca Etica, che ha creduto fin da subito nel nostro progetto, abbiamo recuperato la somma necessaria.

E ora?

Poche settimane ci separano dall’apertura del nostro Rifugio. Sì, è vero, non sappiamo bene come potremo aprire, perché – ciliegina sulla torta – tutta la nostra vicenda ha incrociato nientemeno che una pandemia globale. Ma dopo anni di perseveranza, una cosa l’abbiamo imparata: quando ci si impegna davvero su un obiettivo e ci si crede fino in fondo, qualsiasi ostacolo è superabile.

Vi aspettiamo quindi a Punta Giglio!

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